Il Centro di documentazione del nazionalsocialismo di Monaco di Baviera

Se si ha poco tempo per visitare Monaco, forse non si riuscirà a visitare questo centro, ma se si hanno a disposizione un po’ di giorni consiglio di farlo, e solo alla fine del soggiorno: perché Monaco è suo malgrado indissolubilmente legata alla storia del nazismo e perché bisogna conoscere già la geografia della città per poter affrontare la visita.

 

NS-Dokumentationszentrum - Centro di documentazione del nazionalsocialismo

 

A pochi passi dalla Königsplatz di Monaco si trova il Centro di documentazione del nazionalsocialismo (NS-Dokumentationszentrum München), il primo “museo del nazismo” mai costruito. Non è però corretto chiamarlo in questo modo, perché più ancora di quanto già non faccia normalmente un museo, lo scopo del centro è quello di informare e favorire la ricerca, evitando in ogni modo un’esposizione della storia del nazismo passiva e indifferente. Oltre ai tre piani su cui si articola il percorso di visita, sono quindi presenti anche una grande biblioteca e numerose sale per seminari e conferenze.

Inaugurato nel 2015, il centro ha affrontato non solo il difficile passato nazista della Germania, ma anche e soprattutto il ruolo che ha avuto Monaco nell’ascesa del nazismo. Monaco infatti era stata proclamata Stadt der Bewebung, “città del movimento”, e tutto l’allestimento affronta con coraggio la pagina più buia della storia della città. È significativo anche il luogo su cui sorge il centro, perché prima che un bombardamento la distruggesse nel 1945 lì si trovava la “Casa bruna”, la sede del partito nazista. Tutto il quartiere di Maxvorstadt rientrava in realtà nei progetti urbanistici nazisti per farne l’epicentro del movimento: dai quartieri generali delle SS e delle SA agli uffici delle numerose associazioni a cui i tedeschi erano più o meno forzatamente spinti ad aderire, fino alla Königsplatz, la grande piazza circondata da bianchi edifici classicheggianti che era lo scenario preferito per le cerimonie del regime.

L’edificio si presenta come un cubo di cemento e vetro, prendendo le distanze dal nazismo anche con l’architettura, così moderna e lontana dai suoi rigidi standard artistici. Nell’ingresso ampio, bianco e vuoto si trova la biglietteria che distribuisce anche le audioguide, comprese nel prezzo e disponibili in italiano. La visita inizia poi dall’ultimo piano; alla fine di ogni sezione si scende al livello più basso, forse volendo rappresentare simbolicamente il precipitare degli eventi man mano che si procede con la visita.

Sono quattro i temi principali: l’ascesa del movimento, dal caos politico e dagli sconvolgimenti seguiti alla Prima guerra mondiale fino alla presa del potere (1918-1933), il funzionamento dello stato nazista, con ampio spazio dedicato alla vita quotidiana sotto il regime a Monaco (1933-1939), la Seconda guerra mondiale e i crimini di guerra (1939-1945) e il dopoguerra, con tutti i problemi connessi alla riflessione sulle responsabilità della Germania e ai processi per i criminali nazisti (dal 1945).

Lungo il percorso ci sono 33 stazioni che raccontano più nello specifico un particolare evento o argomento, come il fallito putsch di Hitler a Monaco nel 1923 o il controllo sulle università dopo il 1933. Per ogni stazione un grande pannello in tedesco e in inglese riassume le informazioni principali, che si possono ascoltare in traduzione italiana grazie all’audioguida, e ulteriori approfondimenti si possono leggere sui tavoli vicino, sempre in doppia traduzione tedesco e inglese. A meno che non si conosca già in parte la storia del nazismo ci si potrebbe perdere in questa folla di nomi luoghi e eventi descritti dagli approfondimenti, ma è bene comunque dare un’occhiata a questi tavoli, perché qui si trovano riproduzioni di foto, giornali e manifesti dell’epoca che insieme ai filmati degli anni Venti e Trenta sono tra i documenti di maggior impatto presenti nel centro.

Il grande spazio concesso a Monaco mette il visitatore di fronte a immagini di luoghi che gli sono diventati famigliari dopo giorni trascorsi nella città e vedere la croce uncinata appesa al campanile del Neues Rathaus nella meravigliosa Marienplatz è semplicemente raccapricciante. Foto e video documentano folle immense radunate nella Königsplatz o nella Odeonsplatz e i monacensi obbligati a fare il saluto nazista di fronte al monumento dedicato alle vittime del fallito colpo di stato di Hitler. Il sacrario era posto davanti alla Feldherrnhalle, che è l’esatta copia della Loggia di Piazza della Signoria a Firenze.

 

Folla festante per la visita di Mussolini a Monaco nel 1937

 

La commistione di orrore e bellezza è una costante della visita e le immagini si affastellano mostrando come il nazismo avesse preso possesso di tutti gli angoli di una delle città più belle della Germania, avvolgendola in una cappa cupa da cui sembrava impossibile separarla. Gli anni passano, il regime si rafforza sempre di più e inizia la guerra; Monaco si ritrova così sfregiata due volte, dal nazismo e dai bombardamenti che l’hanno rasa al suolo. Il legame con il nazismo era diventato tanto stretto e le violenze naziste tanto terribili da far pronunciare a Thomas Mann le dure parole che campeggiano su un muro della sala dedicata alla guerra: quando i bombardamenti sulla città furono così devastanti da sentirsi fino in Svizzera, lo scrittore fuggito dalla Germania al momento della presa del potere di Hitler disse che, da un punto di vista storico, Monaco se lo era meritato.

La sezione dedicata alla guerra si conclude con i disperati tentativi di resistenza locale, come quelli della Rosa Bianca dei fratelli Scholl, studenti universitari impiccati per aver diffuso materiale contro il regime, con le marce della morte dei prigionieri dai campi di concentramento bavaresi e con l’arrivo delle truppe americane a Monaco.

Dopo l’ultima parte riservata al dopoguerra, si arriva all’uscita. Fuori dalla porta a vetri si intravede la Königsplatz e dopo tutte quelle immagini di masse festanti e accecate dall’ideologia nazista che si riunivano nella piazza, potervi camminare sotto il sole, nello spazio restituito al suo aspetto originario con i prati verdi e sgomberato dai due templi nazisti posti all’imbocco della via, mentre abitanti e turisti si riposano seduti all’ombra dei colonnati dei due musei contrapposti, è davvero una liberazione.

 

Propyläen e Ausstellungsgebäude nella Königsplatz

 

Informazioni per la visita

Il NS-Dokumentationszentrum München si trova in Brienner Straße 34, poco distante dalla Glyptothek e dalla collezione di Antikensammlungen nella Königsplatz. È aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10 alle 19.

Il prezzo del biglietto è molto accessibile: 5 quello intero e 2,50€ quello ridotto, a cui hanno diritto studenti e tirocinanti.

L’audioguida è compresa nel prezzo ed è disponibile in italiano.

A volte il centro offre delle visite guidate tematiche in inglese, che si possono anche spingere fuori dal centro per guidare i visitatori in città. I programmi si trovano sulla home del sito e sotto la pagina Veranstaltungen/Events.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito del centro, che è fatto molto bene e ha un’ottima traduzione in inglese: https://www.ns-dokuzentrum-muenchen.de/home/




Buon viaggio e ricordati di rispettare sempre il luogo e i monumenti che visiti. Il loro futuro dipende anche da te!


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