Il campo di concentramento di Flossenbürg

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Sono molti i viaggiatori interessati a conoscere più a fondo gli eventi della Seconda Guerra Mondiale e se sei atterrato su questo articolo credo che anche tu lo sia. In questo articolo voglio raccontarti la storia di uno dei tasselli oscuri del mosaico nazista: il campo di concentramento di Flossenbürg.

Forse ne sarai già al corrente se mi segui assiduamente: in ogni viaggio cerco sempre di entrare a fondo nella storia locale del territorio che decido di visitare. Così è stato anche per Flossenbürg e per la Baviera.

Ciò che avvenne nel campo di concentramento di Flossenbürg, che si trova non lontano dalla città di Monaco e dal più tristemente famoso campo di concentramento di Dachau, è parte non solo dell’identità culturale tedesca ma appartiene alla memoria comune di tutta Europa.

A mio parere è uno di quei luoghi che bisogna necessariamente visitare almeno una volta nella vita, come Medjugurje per chi crede. Ti voglio raccontare la mia personale esperienza che devo dire essere stata molto intensa ed educativa. Ne sono uscito decisamente arricchito e mi auguro che la visita del Memoriale di Flossenbürg possa arricchire anche te.

 

Se dall’interno dei Lager un messaggio avesse potuto trapelare agli uomini liberi, sarebbe stato questo: fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui.

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

 

Flossenbürg è stato uno dei primi memoriali d’Europa e ogni anno viene celebrata la cerimonia commemorativa alle vittime del massacro nazista. Non mi era mai capitato di visitare un campo di concentramento prima di affrontare pochi mesi fa il viaggio culturale in Baviera.

Mentre programmavo il tour ho deciso di inserire tra le tappe il campo di concentramento di Flossenbürg, a confine con la Repubblica Ceca, perché ero rimasto incuriosito dalla sua storia, diversa per molti aspetti da quella degli altri “campi di lavoro” sparsi per la Germania.

Ero stato incuriosito dal fatto che all’interno del campo, tra i primi prigionieri, c’erano stati principalmente studenti boemi non ebrei, incarcerati, così riportano fonti di parte, per motivi politici. Incuriosito dalla loro storia ho aggiunto Flossenbürg alle mete dell’itinerario. Volevo saperne di più!

Primo consiglio. Se, come me, decidi di visitare il campo di concentramento di Flossenbürg ad agosto sappi che il clima è autunnale più che estivo, quindi munisciti di k-way, ombrello e tutto quello che ti può proteggere dal vento e dalla pioggia.

Appena arrivato al Memoriale sono stato accolto da pioggia e nebbia che, devo ammetterlo, mi hanno disorientato. Pensavo di essermi perso. Dalle mie parti in Puglia non avevo mai visto niente di simile. Tuttavia, proprio grazie a questa nebbia fittissima ho potuto ipotizzare cosa possa aver spinto le SS a costruire un campo di concentramento proprio in quella precisa area del paese.

La foresta dell’Alto Palatinato, tra la Baviera e la Repubblica Ceca, copre tre quarti del campo e a oscurarlo del tutto ci pensava la nebbia, talmente fitta che vedevo a malapena gli altri visitatori che mi stavano accanto. In questo modo credo che per chi si fosse trovato al di là della recinzione fosse molto più difficile capire cosa stava accadendo all’interno del campo.

Questa ovviamente è una mia supposizione e molti, più informati, mi smentiranno dicendo che gli abitanti di Flossenbürg sapevano benissimo cosa accadeva oltre il filo spinato. Mi farebbe piacere saperne di più, quindi se conosci meglio la storia sentiti libero di scrivermelo tra i commenti. Il dibattito costruttivo è sempre ben accetto!

 

Alcuni cenni storici sul campo di concentramento di Flossenbürg

Prima della sua costruzione, il campo di concentramento di Flossenbürg era un semplice villaggio di contadini costruito all’ombra di una rocca medievale, nota alla popolazione per essere stata nel Medioevo una delle fortificazioni a difesa dei confini del Sacro Romano Impero dalle invasioni dei predoni slavi.

Alla fine dell’Ottocento Flossenbürg divenne meta turistica per la presenza delle rovine medievali e per le sue bellezze naturalistiche, che creavano un paesaggio ricco di fascino.

A cavallo tra i due secoli, vicino al paese fu aperta una prolifica cava di granito che trasformò i contadini in operai. Quando nei primi anni ’30 del Novecento il Partito Nazional Socialista si fece strada al potere della Germania, venne promosso un programma politico teso a intensificare l’accumulo di materie prime per soddisfare le richieste del mercato estero e il granito rappresentò una delle fonti di maggior guadagno.

Tra il 1936 e il 1937, qualche anno dopo l’apertura del campo di concentramento di Dachau (1933), fu promosso il programma politico di riorganizzazione territoriale e di accumulo di materiale edilizio affidato dal governo alle alte cariche delle SS.

Tra i punti principali del programma vi era l’apertura di campi di lavoro per sfruttare come manodopera operaia quella gratuita dei carcerati. Furono così costruiti il campo di concentramento di Sachsenhausen e quello di Buchenwald. Nel 1938 anche la cava di granito di Flossenbürg rientrò nelle mire delle SS, che decisero di sfruttarla aprendo a poca distanza un nuovo campo di concentramento.

Tra il 1938 e il 1945 furono circa 97.000 i detenuti rinchiusi nel campo di concentramento di Flossenbürg e sin dall’inizio le condizioni di vita all’interno del campo furono disumane: sfruttati, umiliati, malmenati e privati di ogni dignità, i prigionieri erano costretti a sopportare ritmi di lavori stremanti, che giornalmente mietevano vittime. La domanda ricorrente per ciascun detenuto era “Avrò la forza per superare un altro giorno?”.

Il comando delle SS gestiva il campo adoperando un sistema basato sulla violenza e sul terrore fisico e psicologico, sfruttando, per punire i prigionieri, motivazioni legate alle differenze politiche, sociali, nazionali e culturali.

Dal 1940 il campo fu convertito in sito per la produzione di armamenti e il numero dei detenuti aumentò a tal punto da dover costringere le SS a costruire decine di sottocampi (circa cento in totale) dislocati tra la Baviera e la Boemia Occidentale. Si venne così a formare un vero e proprio sistema carcerario che aveva in Flossenbürg il quartier generale. Campo di concentramento di Flossenbürg - Forno crematorio

Sempre nel 1940 giunsero nel campo di concentramento di Flossenbürg i primi prigionieri ebrei e di lì a poco, fuori dal perimetro di sicurezza, a una quota più bassa rispetto alle altre costruzioni del campo, fu costruito un forno crematorio, che non doveva lasciare traccia dei cadaveri.

Furono circa 30.000 i detenuti che morirono nel perimetro segnato dal filo spinato, alcuni giustiziati altri distrutti dalle interminabili ore di lavoro.

Nel 1945 l’avanzata americana mise in allarme le SS che decisero di trasferire i detenuti verso l’interno della Baviera nei dintorni del campo di concentramento di Dachau. Quando le truppe americane il 23 aprile entrarono a Flossenbürg, trovarono poco più di 1.500 individui malati e malnutriti, che non furono trasferiti perché ricoverati in infermeria.

Le truppe alleate provvidero a perlustrare tutta l’area del campo di concentramento di Flossenbürg e a sud, nella foresta, trovarono sepolti, ammassati in fosse comuni, decine di prigionieri, tanto da ribattezzare il luogo come “Valley of death”.

Nella linea del tempo, che ho realizzato per darti meglio la percezione degli eventi, ho riportato le date salienti della storia del campo di concentramento di Flossenbürg con alcune immagini autentiche che mi sono sembrate particolarmente emblematiche.

 

Il Museo

La prima sensazione che ho percepito, superato l’ingresso del campo di concentramento di Flossenbürg, è stato profondo rispetto e grande malinconia. Poi la suggestione è passata e con una maggiore lucidità ho cercato di cogliere in modo più critico tutti quei particolari storici, che hanno meglio chiarito l’idea che mi ero fatto a scuola riguardo i fatti della Seconda Guerra Mondiale.

Le due esposizioni a mio parere sono pensate con criterio e raccontano con molta sensibilità e accuratezza storica, senza degenerare nel banale e nel patetico, la storia del piccolo paesino rurale, della cava di granito, del “campo di lavoro”, delle vittime e del rapporto che tutto ciò aveva con il Reich e il resto dell’Europa.

Grazie alle fonti storiche messe all’attenzione di tutti i visitatori ho potuto capire meglio i meccanismi dietro la creazione e la gestione dei lager, che avevano una loro logica.

Comunque, alla faccia di chi crede che l’Olocausto sia tutta una montatura, posso dire che la visita al Memoriale di Flossenbürg lancia un messaggio forte e chiaro alla coscienza e alla morale di chiunque superi l’ingresso del piccolo museo; un grande insegnamento da tramandare a chi domani sarà custode della memoria.

Il video conclusivo della prima esposizione restituisce immagini nude e crude di un passato non troppo lontano che ha segnato la vita di tutti noi. Apprendere la storia così com’è è fondamentale per asserire al suo principale compito: quello di evitare che in futuro vengano commessi errori simili. Ma sappiamo entrambi che “i record sono fatti per essere superati”, come disse Woody Allen. Oggi guardando i notiziari bisogna esserne sempre più consapevoli.

 

Vallei van de dood Gedenkstätte Konzentrationslager Flossenbürg 011

 

Informazioni organizzative

Per visitare il campo di concentramento di Flossenbürg non occorre prenotare guide o pagare biglietti, ma solo avere una mezza giornata libera, perché le due esposizioni più il resto della visita al Memoriale sono brevi ma dense di contenuti. Se vuoi conoscere a fondo la storia del campo dovrai quindi mettere in programma che ti occorrerà più di qualche ora per visitarlo con la dovuta attenzione.

L’ingresso, come accennavo, è gratuito e ti garantisce il libero accesso a tutte le aree dell’ex campo di concentramento che, a eccezione della “Valley of death” che si trova a sud tra gli alberi della foresta, sono accessibili ai disabili.

 

Come raggiungerlo

Io l’ho raggiunto con la mia auto, ma se non viaggi con un tuo mezzo puoi raggiungere il campo di concentramento di Flossenbürg in bus.

Ecco come fare: prendi dalla stazione di Weiden o da quella di Neustadt ad der Waldnaab uno dei bus del servizio RBO (Regionalbus Ostbayern GmbH) della linea 6272 (Weiden/Flossenburg) che ti porterà davanti all’ingresso del Memoriale in un’ora circa.

Se viaggi con un tuo mezzo e sei munito di satellitare ti farà comodo sapere l’indirizzo preciso del Memoriale di Flossenbürg per arrivare direttamente davanti l’ingresso senza grossi problemi:

Gedachtnisallee, 5 - D-92696 Flossenbürg

Nel fine settimana o su prenotazione puoi richiedere di visitare il Memoriale con una guida esperta. È possibile prenotare solo via email, quindi se sei interessato scrivi a questo indirizzo:

buchung@gedenkstaette-flossenbuerg.de

Qui trovi la guida in italiano, stampabile gratuitamente in PDF, da tenere a portata di mano per orientarti nella visita del Memoriale di Flossenbürg. L’ho trovata mentre mi documentavo su lager.it (ora non più attivo) per saperne di più sui lager nazisti e alla pagina dedicata al campo di concentramento di Flossenbürg ho trovato l’utilissima guida in italiano.

 


Orari

Marzo-novembre tutti i giorni 9.00-17.00.

Dicembre-febbraio tutti i giorni 9:00-16:00.

Per rimanere aggiornato sulle novità proposte dallo staff del Memoriale di Flossenbürg visita il sito web ufficiale www.gedenkstaette-flossenbuerg.de/it/pagina-iniziale.

Ogni volta che decido di affrontare un nuovo viaggio culturale europeo anziché documentarmi sulle guide turistiche commerciali preferisco consultare saggi a tema, enciclopedie, documentari e siti web attendibili. Di seguito ti segnalo libri, video e portali web di approfondimento che mi sono stati utili prima e dopo il viaggio.

Se sei un vero appassionato di storia contemporanea e Seconda Guerra Mondiale e ne conosci altri, segnalameli pure: potrebbero essere utili ad altri viaggiatori come te amanti della storia.

 

Siti utili

http://www.thirdreichruins.com/flossenburg.htm

http://www.flossenburg.org/

 

Libri

Flossenbürg. Ricordi di un generale deportato

L’ordine del terrore. Il campo di concentramento

Dimenticare mai: Le Opzioni, il campo di concentramento di Dachau, la prigionia di guerra, il ritorno a casa

K.Z. Disegni degli internati nei campi di concentramento nazifascisti


Nell’innumerevole mole di contenuti dedicati all’Olocausto e alla Seconda Guerra Mondiale ho trovato interessanti questi tre video che documentano alcuni episodi della storia del campo di concentramento di Flossenbürg.

 

 

Apocalypse – La Seconda Guerra Mondiale (3 Blu-Ray)

 

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Buon viaggio e ricordati di rispettare sempre il luogo e i monumenti che visiti. Il loro futuro dipende anche da te!



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