Il Castillo de La Calahorra, nel cuore dell’Andalusia

castillo de la calahorraL’Andalusia, regione del sud della Spagna, è stata per secoli luogo di dure battaglie e scontri religiosi tra cristiani, ebrei e musulmani. Una terra meticcia segnata dagli eventi della storia, dove l’eredità culturale lasciata dai Mori è ancora oggi visibile in molti aspetti della vita quotidiana e nelle architetture. In questo articolo ti parlerò del Castillo de La Calahorra, ai piedi della Sierra Nevada, uno dei più suggestivi castelli dell’Andalusia. Connubio impeccabile tra antichi saperi arabi e rinascimento italiano. Una meta culturale che un vero escursionista non può assolutamente perdere.

Scriveva Washington Irving nei suoi Racconti dell’Alhambra:

«L’antico regno di Granada, dove ci stiamo addentrando, è una delle aree più montagnose della Spagna. Queste Sierras, catene montuose, sprovviste di vegetazione ed alberi, ma tempestate di marmi e graniti venati, si stagliano contro un cielo blu intenso. Tuttavia i loro profili frastagliati racchiudono un cuore verdeggiante, abitato e fertile, dove deserti e giardini si scontrano per il dominio e dove persino le rocce più aspre sono costrette a far largo agli alberi di fico, d’arancio, di cedro, ed ai boccioli di mirto e di rosa. Tra i passi selvaggi di queste montagne, la vista delle città e dei villaggi attorniati da mura, arroccati come nidi d’aquila sulle vette, circondate da merlature moresche e delle rovine delle torri d’avvistamento, costruite sui picchi più elevati, riportano la mente ai giorni epici di guerra tra cristiani e musulmani ed alle avvincenti battaglie per la conquista di Granada.»

La descrizione di Irving illustra un paesaggio mozzafiato che noi, accaniti esploratori di culture e cercatori di luoghi storici, non possiamo lasciarci sfuggire. Oggi ci addentreremo nella Spagna Meridionale, in Andalusia, nel cuore della Sierra Nevada a pochi chilometri da Granada.

Come raggiungere il Castillo de la Calahorra

Tra i tanti castelli, ho deciso di parlarti del Castillo de La Calahorra, perché è sconosciuto alla maggior parte dei turisti, isolato dagli itinerari più noti e immerso nell’aspra campagna andalusa, che un tempo, come ricorda Irving, era frequentata solo da rozzi briganti e intrepidi mulattieri.

 

Storia del Castillo de La Calahorra

Il Castillo de La Calahorra fu costruito tra il 1509 e il 1512 sui resti medievali di una cittadella araba, per volere di Rodrigo Mendoza, figlio del Cardinale Mendoza e primo marchese del Cenete.

Don Rodrigo, molto influente tra i feudatari della corte regale, fu tra i primi a importare in Spagna il gusto rinascimentale italiano e a intraprendere studi umanistici. Fu grande stimatore della famiglia De Medici di Firenze, si recò diverse volte in Italia e in più occasioni ebbe il ruolo di intermediario tra le signorie italiane e la Corona di Spagna.

La costruzione del castello fu avviata dal castigliano Lorenzo Vazquez e conclusa dall’italiano Michele Carlone.

L’architettura del castello presenta un forte contrasto tra l’aspetto esterno, robusto e privo di decorazioni, e quello interno, elegante e finemente decorato.

All’esterno, la struttura centrale è protetta da quattro torri di guardia cilindriche con terminazione a cupola, che richiamano la tradizione moresca. La parte superiore delle mura termina con un parapetto, che aveva il doppio scopo di proteggere le guardia di ronda dalla fredda neve invernale e dal caldo sole estivo.

Dal portale d’ingresso si accede nella sala di guardia, rettangolare, che funge da disimpegno prima di entrare, dal lato meridionale, nel patio de arma. Il patio, tipico della tradizione spagnola, presenta una pianta quadrata con pozzo nel mezzo e intorno un portico con colonnato corinzio e archi a tutto sesto. Le decorazioni sono da attribuire a Vazquez, che tentò di riprendere lo stile italico seguendo gli ordini di don Mendoza. Dal lato est del patio si accede in un secondo claustro, rettangolare e più piccolo del precedente, realizzato con un’architettura modesta e utilizzato dal personale di servizio per muoversi più agevolmente tra le stanze. Sullo stesso lato si trova la scalinata monumentale che conduce al piano superiore, voluta e costruita da Michele Carlone.

La galleria del piano superiore, affacciata sul patio quadrato, è scandita dal secondo ordine di colonne e ha una copertura a crociera. All’occhio esperto le decorazioni superiori, realizzate dall’architetto genovese, appaiono più raffinate e coerenti rispetto a quelle del piano inferiore. Carlone lavorò con altre maestranze italiane provenienti da Genova e dalla Lombardia e utilizzò marmi di Carrara per le colonne e per la scalinata monumentale.

Lungo il corridoio si aprono imponenti portali, finemente decorati con chiari richiami all’iconografia dell’arte scultorea romana. La cornice del portale di accesso alla Sala del Marchese fu concepita come un arco di trionfo con personaggi mitologici e un alto fregio, che nelle decorazioni ricorda quelli dei sarcofagi funerari di età romana.

Tra gli altri portali, quello della Sala dell’Oratorio, per motivi di conservazione, è stato spostato a Siviglia, nel Museo delle Belle Arti.

I rilievi del castello furono realizzati sulla base dei disegni riportati nel Codex Escurialensis, dove erano riproposti, per motivi di studio, modelli iconografici dell’arte antica, ampiamente rivalutati in Italia durante il Rinascimento. Il manoscritto fu portato in Spagna nel 1506 dal marchese don Rodrigo de Mendoza, fine conoscitore della cultura artistica italiana, di ritorno da Roma.

Per accedere al castello devi superare i vicoli dell’omonimo paesino sottostante. Se hai tempo, ti consiglio di visitare la Cattedrale, iniziata nel XVI secolo e completata nel XVII, e il più recente campanile in stile barocco di Guadix, completato nel 1774.

 

Come arrivare al Castillo de La Calahorra da Guadix

Arrivarci in auto è la scelta più comoda. Io però sono per il trekking, il cicloturismo e i viaggi a ridotto impatto ambientale.

 

Bus

Guadix dista 20 km da La Calahorra. Sul sito della compagnia Alsa inserendo al lato della schermata “Guadix” come luogo di partenza, “La Calahorra” come luogo di arrivo e decidendo tra “Ida” (solo andata) e “Ida y vuelta” (andata e ritorno) puoi visionare gli orari, i prezzi e i tragitti dell’autobus e scegliere il migliore per le tue esigenze. Nell’arco della giornata le corse hanno diversa durata (tra i 20 e i 50 minuti) in base alle fermate. I prezzi oscillano tra i 3 e i 6 euro.

 

Taxi

Il viaggio in taxi da Guadix (andata e ritorno) costa circa 40 euro.

Fonte: rome2rio

 

Come arrivare da Granada

 

Bus

Come per Guadix, alla stazione degli autobus di Granada la compagnia Alsa effettua corse extra-cittadine. Per gli orari ti consiglio di consultare il sito della compagnia. Al lato della schermata, dopo aver inserito “Granada” come luogo di partenza e “La Calahorra” come luogo di arrivo, spunta “Ida”, se vuoi avere informazioni o vuoi acquistare solo il biglietto di andata, e “Isa y vuelta”, se ti interessa anche il ritorno. Gli autobus partono da Granada sia la mattina che il pomeriggio e il costo del biglietto, con ritorno, varia a seconda della tratta, dai 12 ai 15 euro. Cliccando su “ver”, sotto la voce “Itinerario”, hai la possibilità di vedere le fermate che effettua il conducente durante il tragitto. La durata del viaggio è di circa 1 ora e 50 minuti.

Vale la pena prendere uno di questi autobus, perché durante la corsa puoi ammirare intorno a te le infinite distese di ulivi e in lontananza le alte cime della Sierra Nevada.

 

Orario di visita

Il Castillo de La Calahorra dall'esternoLa visita al Castello de La Calahorra è possibile solo il mercoledì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00. Ciascun tour guidato ha una durata di circa 30 minuti e il costo del biglietto è di 3 euro.

Se arrivi di mercoledì e trovi il portale d’ingresso chiuso non scoraggiarti: è possibile che la guida sia all’interno con un altro gruppo di visitatori. Attendi qualche minuto.

La parte esterna non è recintata, quindi puoi risalire il colle fino al castello liberamente. Puoi girare intorno all’imponente fortezza, apprezzarne le torri e le mura esterne, e fotografare uno splendido paesaggio.

 

Videoteca

Ti propongo due video amatoriali creati con scatti fotografici, che illustrano l’interno e l’esterno del Castello.


Se hai ancora dei dubbi riguardo la validità della visita al Castillo de La Calahorra leggi le recensioni di altri escursionisti riportate su Tripadvisor o consulta il sito ufficiale del paese de La Calahorra. Parte del documentario che trovi nel sito web lo riproponiamo in questo video.

Buon viaggio e ricordati di rispettare sempre il luogo e i monumenti che visiti. Il loro futuro dipende anche da te!



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