Visitare Parigi in due giorni e tornare a casa soddisfatto

Qualche giorno fa ho ricevuto la chiamata di un amico che vive a Roma, euforico per aver trovato due biglietti aerei low cost per poter andare a visitare Parigi in due giorni. Come ogni anno, a settembre escono le super offerte Ryanair che offrono la possibilità di viaggiare verso la Ville des Lumières tra ottobre e novembre a prezzi stracciati.

Per il mio amico sarà la prima volta in Francia e mi ha chiesto di consigliargli un itinerario per poter conoscere meglio la storia di Parigi e assaggiare la cucina tipica francese, rientrando in un budget abbastanza limitato.

In questo articolo ti riporto i consigli che gli ho dato e che a suo tempo mi furono dati da Monsieur Lambert, un simpatico signore parigino conosciuto su un volo di andata, quando anni fa, per la prima volta, ebbi l’occasione di visitare Parigi in due giorni, approfittando anche io di un’offerta Ryanair.

La domanda è: come mi posso organizzare per visitare Parigi in due giorni e tornare a casa soddisfatto? Ti dico subito che non esiste un unico itinerario che vada bene per tutti i viaggiatori, a meno che tu non stia cercando uno di quei tour di massa, spesso organizzati dai Tour Operator, dove vedi poca roba, senza un senso logico e di fretta.

Io preferisco sempre organizzare i miei tour culturali in modo tale che siano di qualità, abbiano un senso e rendano il mio viaggio un’esperienza educativa, utile e divertente.

Personalmente non amo molto le città, ma Parigi ha qualcosa di diverso. Non è come le altre metropoli. Il fatto che sia una città-museo la rende sicuramente molto suggestiva, ma la cosa che più adoro di Parigi è che ha l’aspetto di una città di provincia, più che della capitale di una nazione.

L’assenza di ingombranti e anonimi grattacieli fa della città una metropoli a misura d’uomo. A questo aggiungo l’efficienza dei mezzi pubblici e le piccole botteghe che sono il fulcro della vita comunitaria parigina.

La forte quartierizzazione, gli arrondissements per intenderci, sono tanti paesini indipendenti, dove a ogni angolo trovi una piazza del mercato, giardini pubblici, botteghe, bistrot, boulangèrie e non condomini affollati che spingono i cittadini a riversarsi nel centro città o nei grandi magazzini per comprare i beni primari.

I parigini sono famosi per avere la puzza sotto il naso, in particolare con gli italiani. Non ne ho mai capito l’esatto motivo, ma questo naturalmente è solo un luogo comune, come il fatto che non parlino l’inglese. Non credere a queste balle, perché come in tutti i luoghi, anche Parigi è fatta di uomini e donne. Troverai sempre l’individuo meno cordiale, ma fare di tutta un’erba un fascio è davvero insensato.

Tornando all’itinerario su come visitare Parigi in due giorni, posso dirti che ogni volta che arrivo nella capitale cerco sempre di scoprire qualcosa di nuovo. Non dimenticare che ti trovi in una città d’arte, nella culla dell’illuminismo, nel luogo che ha dato i natali a gente come Victor Hugo, Eugéne Delacroix e Molière, per citarne alcuni.

La prima cosa che mi disse Monsieur Lambert, quando capì che visitavo Parigi per la prima volta, fu “per conoscere fino in fondo la cultura parigina devi capire il significato dei suoi luoghi e scoprire la loro ragion d’essere”.

Perciò voglio essere sincero con te, la miglior cosa che puoi fare affinché la tua visita sia di qualità è segnarti il mio itinerario culturale e, prima della partenza, studiare per arrivare preparato su ciò che andrai a vedere. Solo così potrai sfruttare a pieno i due giorni che hai a disposizione. Questa tecnica nel tempo è diventata il primo comandamento dei miei viaggi culturali.

L’itinerario di cui ti parlerò ha come obiettivo quello di farti conoscere la storia della città attraverso i personaggi e gli eventi che hanno plasmato l’identità culturale di Parigi e la memoria comune dei suoi abitanti.

Paris

I giorno – Mattina – Rive Droite

Iniziamo il tour culturale dalla Rive Droite con un tuffo nel Medioevo. Un’epoca che ho scoperto essere molto amata dagli italiani, ma che purtroppo tanti ancora ricordano come l’età dei secoli bui. Niente di più sbagliato e la prima tappa ne è un esempio: la Cattedrale di Notre Dame, uno dei maggiori esempi di architettura gotica. Fu costruita dalla seconda metà del XII secolo, su un sito già occupato da chiese più antiche, e venne terminata agli inizi del XIV secolo.

Tutti sappiamo quanto siano stati geniali i mastri costruttori che hanno progettato queste strutture straordinarie, con l’intento di innalzare lo spirito e avvicinarlo all’Altissimo. Dopo le parziali distruzioni della Grande Rivoluzione, nell’Ottocento Notre-Dame fu sottoposta a un accurato restauro da parte del noto architetto Viollet-le-Duc, maestro dei restauri e delle anastilosi su edifici medievali, e fu riportata al suo antico splendore.

Archi rampanti, gargouille e alte vetrate sono i primi elementi che subito attireranno il tuo sguardo, ma è l’interno (a ingresso libero) che ti lascerà a bocca aperta. La particolarità risiede nella pianta a cinque navate, priva di cappelle radiali, con i pilastri cilindrici che scandiscono una successione di campate perfettamente uniformi.

La pianta, secondo gli ultimi studi, ricalcherebbe quella delle strutture più antiche; le pareti di tali edifici sono state rinvenute in parte sotto la cattedrale e musealizzate all’interno della Cripta Archeologica del sagrato di Notre-Dame: la seconda tappa del nostro itinerario culturale. La Cripta Archeologica rientra tra i musei della Città, chiusi il lunedì.

All’interno sono esposte le evidenze archeologiche che dal periodo gallo-romano fino al XIX secolo testimoniano le fasi evolutive della città. Dalle domus e le terme dell’antica Lutetia, fino alle trasformazioni ottocentesche apportare dal Barone Haussmann, che stravolsero completamente l’assetto urbanistico medievale.

Le impeccabili ricostruzioni digitali della città sono la ciliegina sulla torta di un piccolo museo ben curato e adatto soprattutto a chi non ha molta dimestichezza con i tecnicismi del mondo accademico archeologico.

Per visitare Parigi in due giorni bisogna alzare il passo, perché c’è tanto da vedere, ma uno dei pochi luoghi che in breve tempo può darti una panoramica accurata dell’evoluzione storica della città è sicuramente la Cripta Archeologica del sagrato di Notre-Dame. Sul sito ufficiale trovi tutte le informazioni riguardo gli orari, i prezzi e anche un’interessante locandina introduttiva che puoi stampare e consultare durante la visita.

Parigi

Ora inizia il percorso a piedi, ti consiglio di non barare prendendo bus o metrò, perché visto il poco tempo a disposizione, una bella passeggiata ti permetterà di conoscere significativi angoli della città semplicemente attraversandoli.

Sulla mappa ho segnato in blu il percorso del primo giorno e come puoi vedere dalla Cattedrale di Notre-Dame devi proseguire verso la Sainte Chapelle, altro capolavoro di arte gotica, commissionata da Luigi IX per custodire la sua personale collezione di reliquie, e anch’essa ricostruita perfettamente in 3D per dare, a chi vuole saperne di più, la percezione del suo contesto originario.

Molto interessanti sono i racconti biblici raffigurati sulle alte vetrate con immagini e simbologie tipiche dell’arte bassomedievale. Dall’Île de la Cité dirigiti verso l’Hotel de Ville, il municipio di Parigi ricostruito in stile neorinascimentale alla fine dell’Ottocento dopo i disordini della Comune, ed entra nel quartiere Marais, che nel ‘600 era il quartiere residenziale più elegante di Parigi.

Seguendo il percorso della mappa arriveri dritto alla Maison de Victor Hugo, padre del Romanticismo francese e del romanzo storico, che tra le sue maggiori opere vanta I Miserabili e Notre-Dame de Paris (meglio conosciuto come Il gobbo di Notre-Dame). Trovo che sia molto interessante conoscere meglio questo geniale personaggio che è ancora oggi uno dei pilastri della letteratura europea. Visita la sua dimora, che custodisce collezioni artistiche, le bozze originali delle sue opere letterarie ed è ancora arredata con i mobili originali tanto cari allo scrittore.

Prosegui l’itinerario verso nord-ovest diretto al Museo Carnavalet, conosciuto come il più caratteristico dei musei della città. All’interno, antichi reperti in pietra, opere d’arte, mobili e arredi ti porteranno indietro nei secoli per farti conoscere i vari volti di Parigi.

In particolare è molto interessante la sezione dedicata alla Grande Rivoluzione (1789-1799) che attraverso stampe e dipinti ripercorre gli eventi più significativi che portarono alla destituzione (temporanea) della monarchia e alla proclamazione della Prima Repubblica.

Il museo si trova nel bel mezzo del quartiere ebraico, detto Pletzl. Ti consiglio di trovare Rue des Rosiers, la via più caratteristica, e, conclusa la visita al Museo Carnavalet, fare una pausa per ricaricare le energie.

Il quartiere brulica di profumate pasticcerie, trova il momento ideale per gustare uno dei dolci tipici ebraici: la comunità ebraica è parte integrante dell’identità culturale parigina. Non a caso Parigi durante le persecuzioni naziste fu messa a ferro e fuoco e molti ebrei di nazionalità francese furono deportati nei campi di concentramento, come quello di Flossenbürg.

Ultimamente molti ebrei di Parigi sono convinti che le cose stiano cambiando e che la globalizzazione stia radendo al suolo le loro tradizioni e il loro antico quartiere sostituendo le piccole botteghe con negozi alla moda, quindi molti si chiedono: “L’anima del Pletzl è ancora viva?”.

Prosegui verso nord e ti ritroverai a costeggiare il Museo del Louvre, che non ti consiglio di visitare per un solo motivo: non c’è tempo! Se proprio non riesci a farne a meno, visitalo in modo intelligente e per capire come fare a organizzarti, leggi la mia guida, che sicuramente ti farà risparmiare tempo.

Continuando a seguire il mio itinerario culturale segnato sulla mappa arriverai a Place Vendôme. La piazza ha pianta ottagonale ed è costeggiata da eleganti edifici porticati costruiti tra il 1687 e il 1712, in pieno periodo monarchico. Al civico 3 si trova un palazzo particolare, dove un certo Napoleone Bonaparte sposò Giuseppina di Beauharnais nel marzo 1796.

Al centro della Piazza troneggia la Colonne Vendôme, costruita con il bronzo fuso dei cannoni austriaci e russi sottratti da Napoleone al termine della battaglia di Austerlitz nel 1805. In alto si staglia verso il cielo la statua che raffigura Napoleone nelle vesti di un imperatore romano.

Proseguendo dritto incontrerai la celebre Opéra de Paris, uno dei teatri più famosi al mondo, e così, spero non eccessivamente stanco, avrai completato la prima parte del tour.

Opéra de Paris

I giorno – Pomeriggio – Montmartre

La seconda parte del tour culturale inizia dalla fermata metropolitana di Lamarck-Caulaincourt e prosegue dritto fino al centro di Montmartre, un tempo villaggio indipendente.

Place du Tertre, il cuore pulsante del quartiere, brulica tutti i giorni di artisti (in particolare pittori e ritrattisti) che espongono soddisfatti le loro estemporanee. Può sembrarti banale ma ti assicuro che l’atmosfera è molto caratteristica e suggestiva.

Poco distante da Place du Tertre, maestosa, si innalza la Basilica del Sacro Cuore. Fu costruita in travertino bianco dopo la sconfitta della guerra franco-prussiana e le devastazioni della Comune parigina, che rovesciò il governo reazionario e diede potere ai lavoratori.

La costruzione della Basilica cupolata fu considerato un atto doveroso per porre fine ai conflitti civili, anche se in realtà la stessa costruzione del Sacro Cuore fu strumentalizzata a vicenda da cattolici e laici, e da monarchici e repubblicani. Fu consacrata solo nel 1919, in un momento storico ben diverso dagli anni della sua fondazione, quando tutto intorno il quartiere aveva un nuovo aspetto in stile Bohémien.

Durante la Seconda Guerra Mondiale gli alleati sganciarono tredici bombe su Montmartre, che distrussero tutte le vetrate della Basilica: fortunatamente non si registrarono morti né gravi danni alla struttura.

Al centro dell’abside centrale fu costruito nel 1922 il mosaico del Cristo Trionfatore, che riprende lo schema medievale del Maiestas Domini. Dalla terrazza del Sacre-Coeur si ammira un panorama mozzafiato, che immortala tutta la bellezza della città.

Stando alle mie tempistiche dovresti riuscire a vederlo al tramonto o al massimo con le prime luci della sera, in un’atmosfera Visitare Parigi in due giornimolto romantica.

La stanchezza inizierà a farsi sentire e il primo giorno di questo itinerario sta volgendo al termine. Scendi la scalinata e arriva nel quartiere Pigalle, il quartiere a luci rosse della città. No, non voglio spingerti a entrate in un night o nel Museo dell’Erotismo.

Sulla strada incontrerai un altro dei simboli della città: il Moulin Rouge, che non ha bisogno di presentazioni. Per concludere la giornata lì vicino si trova Le Relais Gascon, un ottimo locale, informale, che offre una eccezionale cucina tipica a prezzi molto convenienti. Io sono ormai un cliente affezionato, ma l’ho consigliato a diversi miei amici e tutti ci sono tornati anche la sera successiva. I miei piatti preferiti sono le insalatone con patate all’aglio, una vera delizia!

II giorno – Mattina – Rive Gauche

Dopo una burrosa colazione con tanto pain au chocolat sei pronto per iniziare il secondo giorno di questo itinerario culturale.

Questa volta la partenza è nei pressi della Tour Eiffel, quindi ovunque tu abbia pernottato, con la metro arriva fino alla fermata La Muette e a qualche metro di distanza troverai la prima tappa del giorno: il Museo Marmottan. Situato nell’antica residenza di caccia del duca di Valmy, questo museo spesso è ignorato dalla maggior parte dei viaggiatori.

All’interno è conservata la più grande collezione di opere di Claude Monet, uno dei massimi esponenti della corrente artistica impressionista, la quale prese il nome proprio da una sua opera conservata al Marmottan: Impression, soleil levant.

Claude Monet, Impression, soleil levant

 

Il museo si articola su diversi piani e oltre alle opere di Monet, vi sono custoditi dipinti di Gauguin, Sisley, Pissarro, Renoir, Degas e Manet, i maggiori impressionisti francesi attivi tra l’Ottocento e i primi del Novecento.

Visitare Parigi in due giorni è un’impresa, come lo è evitare i luoghi molto turistici. La seconda tappa è la Tour Eiffel, icona della Francia. Personalmente non ti consiglio di perdere tempo, denaro e pazienza a salire in cima, al contrario ti consiglio di ammirarla, passeggiare tra gli alberi dello Champ-de-Mars e arrivare fino all’Hôtel des Invalides, dove sono sepolte le spoglie di Napoleone, e poi riprendere l’itinerario culturale: hai ancora tanta strada da fare!

 

Paris

La terza tappa è da tutt’altra parte, ma sempre sulla Rive Gauche. Prendi la metro ed esci alla fermata Denfert-Rochereau dove si trova l’ingresso alle Catacombe di Parigi. Inizierai un viaggio che ti porterà nell’empire de la mort, nel labirinto della città sotterranea.

A 20 metri sotto terra sono conservate le ossa di sei milioni di parigini. I resti furono trasferiti tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX per ragioni di risanamento dei cimiteri urbani, primo fra tutti quello degli Innocenti nell’attuale quartiere des Halles (zona Louvre) nel 1786. È il periodo dell’igienismo e dell’illuminismo, che cercano di dare dignità all’uomo in tutte le sue sfaccettature.

La visita è abbastanza lunga ma molto interessante, perché a parte la curiosa disposizione delle ossa, tra il macabro e il romantico, conoscerai alcuni aspetti insoliti della vita cittadina nella Parigi di qualche secolo fa, che svelarti ora sarebbe come spoilerarti il finale di una serie TV che segui da mesi.

Uscito dalle Catacombe sarai un po’ frastornato e credo che mangiare un boccone sia la miglior cosa per riprendersi da tutte quelle cataste di ossa, quindi accomodati in uno dei cafè o dei bistrot che troverai intorno a te; io ad esempio adoro mangiare il sostanzioso croque-monsieur. Altrimenti se vuoi rimanere all’aria aperta, vicino ci sono les Jardins du Luxembourg, ideali per rilassarsi un’oretta prima di ricominciare a camminare.

Sei nella zona della Sorbonne, una delle più facoltose università del mondo, fondata nel 1253 da Robert de Sorbon, confessore di Luigi IX, riservata agli studenti di teologia, e ben presto diventata una prestigiosa e potente istituzione. Tutto il quartiere pullula di studenti e professori e nelle vicinanze trovi il Pantheon, la tua prossima meta.

A differenza di quello di Roma, è una costruzione settecentesca in stile neoclassico, sormontato da una grande cupola che rappresenta il più grande mausoleo della città, dove sono sepolti molti dei più importanti filosofi e intellettuali di Francia.

Il Pantheon fu fatto costruire da Luigi XV nel 1750, ma venne terminato solo nel 1789 (anno della presa della Bastiglia) in un momento storico poco adatto alla consacrazione di un luogo di culto monarchico. Così solo nel 1855 il Pantheon ebbe la sua collocazione definitiva nel panorama sacro della città, assumendo però una funzione secolare civile più che ecclesiastica.

Sotto la cupola potrai ammirare il primo pendolo di Foucault, concepito per dimostrare la rotazione della Terra attraverso l’effetto della forza di Coriolis, esposto nel 1851 con scarsi risultati.

Paris, Panthéon

Piccola deviazione: se ti è tornato l’appetito, ti consiglio di andare da Chez Nico, una delle più buone crêperie di Parigi. Se la sala interna è al completo non scoraggiarti, perché hai vicino sia les Jardins du Luxembourg sia, dalla parte opposta, les Jardins des Plantes.

Dirigiti vero la riva sinistra della Senna e lasciati trasportare dai rumori e dagli odori dei vicoli del multietnico quartiere latino. Sì, Parigi è anche questo. La Francia è sempre stata uno dei più attivi Paesi colonizzatori d’Europa e in particolare il Nord Africa ha risentito molto della cultura francese.

Non è strano trovare persone con i tratti algerini (vedi Zinedine Zidane) o magrebini, che parlano perfettamente il francese. Una grossa spinta all’intreccio culturale l’ha dato la globalizzazione che, finché non mina l’identità culturale di ciascun gruppo etnico, è l’occasione per avvicinare mondi completamente diversi contribuendo alla fraternità e all’uguaglianza, due pilastri sui quali è nata la Repubblica di Francia.

Vicino la fermata Cluny-La Sorbonne si trova il Museo Nazionale del Medioevo ospitato nel bellissimo Hotel quattrocentesco di Cluny. Il complesso nasce sopra i resti delle terme gallo-romane e un’ala del Museo ti permetterà di ammirare il frigidarium, la stanza dove ci si immergeva nell’acqua fredda, a oggi uno degli esempi meglio conservati.

Nel Museo Nazionale del Medioevo sono esposte opere d’arte, tra cui arazzi, dipinti e sculture, ma anche armi e oggetti d’oreficeria. Se sei un appassionato di alto livello, la cosa interessante è che sul sito web puoi scegliere il percorso per temi, limitando la visita solo a quello che più ti interessa.

 

II giorno – II parte – Serata finale

Voglio chiudere l’itinerario culturale su come visitare Parigi in due giorni con una serata d’eccezione.

Arriva alla fermata metropolitana Concorde e goditi la Parigi by night. Da Place de la Concorde passeggiando per gli Champs-Elysées arrivi dritto all’Arco di Trionfo. Fai attenzione perché non è di età romana, come molti erroneamente pensano, ma è di inizio Ottocento, voluto da Napoleone per celebrare le sue vittorie, ma questo non avvenne mai, perché dieci anni dopo gli inizi della sua costruzione l’Impero fu disgregato e l’Arc de Triomphe rimase inutilizzato.

Oggi custodisce la tomba del milite ignoto ed è simbolo del patriottismo francese. Per arrivare sano e salvo sotto l’Arco di Trionfo non avventurarti tra le macchine, ma arrivando dagli Champs-Élysée dal lato dei numeri pari, troverai un sottopasso pedonale che non ha niente a che fare con quelli della metro: serve solo per attraversare la rotonda e raggiungere il monumento.

Il 14 luglio, giorno di festa nazionale nel ricordo della presa della Bastiglia e della conquista della libertà, sull’Arc de Triomphe sventola alto il tricolore nazionale.

Come ultima tappa ti consiglio un locale un po’ fuori dagli schemi. Parigi come dicevo qualche riga fa è una città multietnica ed è giusto assaporare qualche piatto insolito, tipico dell’altro mondo! Hokkaido, in zona Opéra, è il miglior ristorante giapponese dove io abbia mai mangiato. Purtroppo non cucina sushi, ma se ti piace il genere mangerai piatti squisiti, preparati davanti ai tuoi occhi, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

Visitare Parigi in due giorni senza preoccupazioni

Collegamenti Beauvais Aeroport – Parigi

Tutti gli aerei Ryanair atterrano all’aeroporto di Parigi Beauvais. Uscito dal terminal, arrivare in città è un gioco da ragazzi. Hai quattro opzioni da scegliere, ma io ti indicherò la più comoda.

Nell’area parcheggio c’è uno spazio riservato agli autobus e a tutte le ore, in concomitanza degli arrivi, puoi trovare un bus che ti accompagnerà fino alla Place de la Porte Maillot (che trovi segnata sulla mappa). Il costo del biglietto a persona per sola andata è di circa 15 euro e impiegherai un’ora e quaranta per raggiungere Parigi.

Puoi acquistare i biglietti online, almeno 24 ore prima, al chiosco davanti alla fermata degli autobus, ai botteghini del terminal degli arrivi o direttamente sugli aerei Ryanair. Gli autobus sono molto confortevoli quindi hai tutto il tempo per riposarti prima del grande tour culturale. Per acquistare i biglietti online e avere maggiori informazioni sugli altri modi per raggiungere Parigi clicca qui.

Al ritorno, gli autobus partono dal Parking Pershing vicinissimo alla fermata dove ti hanno lasciato all’andata, sempre in Place de la Porte Maillot. Ti consiglio di arrivare alla fermata degli autobus con largo anticipo (almeno quattro ore prima) per evitare che qualche contrattempo ti costringa a perdere il volo.

Per comprare i biglietti trovi i botteghini all’ingresso del parcheggio e un monitor ti segnalerà quale autobus prendere per arrivare in aeroporto in orario per l’imbarco.

 



Booking.com

 

Come muoverti a Parigi

Una volta arrivato in Place de la Porte Maillot puoi scegliere di farti una bella passeggiata fino all’Arc de Triomphe, non molto lontano, oppure prendere la metro alla fermata Porte Maillot e da lì dirigerti verso la camera d’albergo che hai prenotato.

Una volta sceso nel labirinto della Metro compra subito un carnet di biglietti, ne avrai bisogno. La Metro è confortevole, non eccessivamente costosa e in poco tempo attraversi la città, ricaricando le pile prima di continuare a camminare.

I biglietti puoi comprarli sia alle macchine automatiche che ai botteghini. Se non conosci il francese, non ti preoccupare: le indicazioni sono traducibili in inglese e sono molto intuitive. Tutti gli addetti parlano inglese, quindi non dovresti avere particolari difficoltà.

Attento a tenere sempre sotto mano borse, bambini ed effetti personali di valore, perché soprattutto negli orari di punta (8:00-9:00; 17:00-19:00) in alcune zone della città potresti trovare un po’ di ressa.

Molte stazioni della metropolitana sono state riqualificate diventando spazi artistici e icone della città. Alla fermata Bastille trovi raffigurate scene della Rivoluzione che ricordano in particolare la presa della prigione; a Concorde, che dà accesso all’omonima piazza, sono dipinte sulle piastrelle delle lettere che compongono le norme della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, testo cardine della Rivoluzione Francese; alla Franklin D. Roosevelt è raccontata tutta la storia della metropolitana; ad Abbesses trovi i lampioni gemelli in ferro battuto, che illuminano il cartello Metropolitain (in verde scuro e giallo limone) e in alto la cupola di vetro progettata da Hector Guimard diventati simbolo dell’Art Nouveau francese; per finire a Cluny-La Sorbonne la volta a botte è decorata con enormi mosaici.

Queste sono solo alcune delle fermate pittoresche di Parigi, lascio a te il gusto di scovare le altre. Se riesci a trovarle e a indovinarne il significato, scrivimelo in un commento!

Paris

 

Consigli di lettura

Per concludere ti consiglio quattro letture che sicuramente ti torneranno utili per iniziare ad addentrarti nella cultura parigina e arrivare in città con una marcia in più.

1. La Rivoluzione Francese

2. I tre moschettieri

3. Il Conte di Montecristo

4. Parigi è sempre una buona idea

Se sei un amante della lettura lungo le rive della senna, nel tratto del centro città, troverai banchi verdi di metallo detti bouquinistes (che vuol dire “leggere con apprezzamento”), dove i venditori espongono pezzi editoriali di antiquariato: libri di seconda mano, spesso fuori edizione, riviste rare, cartoline d’epoca e storici manifesti pubblicitari (sia autentici che ristampati). Stessa cosa la trovi a Montmartre nelle botteghe vicino Place du Tertre.

Altrimenti, vicino la fermata della metro Pont Marie, trovi l’antica Librairie Ulysse (segnata sulla mappa) aperta dal martedì al venerdì dalle 14:00 alle 20:00 dove puoi trovare guide di viaggio da collezione, ma anche le più recenti e aggiornate. Sono molto interessanti le vecchie edizioni, ormai oggetti d’antiquariato, e le carte geografiche d’epoca.

La Librairie Ulysse fu aperta nel lontano 1971 dall’accanita viaggiatrice Catherine Domaine ed è passata alla storia come la prima libreria d’Europa esclusivamente dedicata ai viaggi.

Credo di averti dato tutto il necessario per visitare Parigi in due giorni. Ti auguro di trascorrere un viaggio ricco di soddisfazioni. Se hai trovato utili i miei consigli condividili con i tuoi amici e raccontami la tua esperienza di viaggio culturale in un commento.



Buon viaggio e ricordati di rispettare sempre il luogo e i monumenti che visiti. Il loro futuro dipende anche da te!



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